Lunedì 16 febbraio 2026, intorno alle ore 21:10, presso la Casa di Riposo “San Giuseppe” di Brienza, don Beniamino ha concluso il suo pellegrinaggio terreno entrando a cantare le lodi di Dio nel Regno dei cieli. Negli ultimi mesi la sua salute era stata provata da ripetute ischemie. In questa fragilità, vissuta con la dignità …

Lunedì 16 febbraio 2026, intorno alle ore 21:10, presso la Casa di Riposo “San Giuseppe” di Brienza, don Beniamino ha concluso il suo pellegrinaggio terreno entrando a cantare le lodi di Dio nel Regno dei cieli.

Negli ultimi mesi la sua salute era stata provata da ripetute ischemie. In questa fragilità, vissuta con la dignità di chi si prepara all’incontro definitivo, ha ricevuto un segno prezioso della tenerezza di Dio: l’11 febbraio, Giornata Mondiale dell’Ammalato, don Beniamino ha ricevuto l’Unzione degli Infermi.

Don Beniamino era nato a Balvano il 13 novembre 1939. Fu ordinato sacerdote a Balvano il 10 giugno 1972 da Mons. Aurelio Sorrentino. Dopo i primi incarichi pastorali – dapprima Parroco di Sasso di Castalda e poi Vicario parrocchiale di Brienza – il 1° novembre 1978 fu nominato Parroco di Brienza, dove avrebbe lasciato un’impronta profonda e duratura.

Fin dall’inizio il suo ministero si è contraddistinto per un’attenzione concreta alle persone, soprattutto ai giovani: aprì spazi parrocchiali di incontro e crescita e promosse la Corale Polifonica Parrocchiale “Lorenzo Perosi”, convinto che la bellezza della liturgia e l’armonia del canto potessero educare il cuore alla fede.

Poi arrivò la grande prova del terremoto del 23 novembre 1980. In quel tempo difficile don Beniamino non fu spettatore: fu presenza, sostegno, guida. In collaborazione con le Suore Figlie di Maria Ausiliatrice, con l’amministrazione comunale e con l’aiuto generoso della Caritas di Fiesole, condivise fatica e speranza della ricostruzione e avviò una cura pastorale capillare anche nelle zone rurali, fatta di sacramenti, catechesi, incontro con le famiglie, vicinanza agli ammalati, celebrazione eucaristica.

Nel tempo successivo al sisma si adoperò anche per la rinascita della Casa di Riposo “San Giuseppe”: dopo il crollo della sede nel centro storico, promosse con determinazione la costruzione di una nuova struttura; nella primavera del 1983, insieme a Mons. Antonio Tepedino, venne posta la prima pietra di un’opera che ancora oggi parla di responsabilità e amore verso gli anziani.

Accanto alla parrocchia, don Beniamino ha svolto un lungo servizio educativo: per circa quarant’anni ha insegnato nelle scuole medie e presso l’Istituto Tecnico Commerciale, accompagnando generazioni di ragazzi non solo nella formazione culturale, ma anche nella crescita umana. Fu presidente della fondazione onlus della Scuola Materna “Luigi Lovito”, collaborò con l’UNITRE e per anni fu Vicario Zonale della Zona pastorale del Melandro.

Particolarmente caro al suo cuore fu il Santuario del SS. Crocifisso: ne custodì l’onore e la devozione, aiutando il popolo di Dio a ritrovare nel mistero della Croce non un simbolo di sconfitta, ma il centro della fede, il passaggio pasquale che illumina la vita. E insieme a questa fede, rimase costante la carità, vissuta con discrezione e generosità, anche attraverso gli aiuti della Caritas diocesana.

Non mancò in lui l’attenzione alla dimensione missionaria ed educativa del carisma salesiano accogliendo in parrocchia i campi internazionali, partecipando ad esperienze di condivisione e sostenendo opere di aiuto anche oltre i confini, in particolare verso l’Albania. Negli ultimi anni accompagnò inoltre l’associazione civile “Città del Crocifisso”, come assistente spirituale e poi socio onorario; e la comunità di Brienza gli espresse riconoscenza anche con la cittadinanza onoraria.

Tra i tratti più riconoscibili del suo ministero c’è stata la musica: sacra, gregoriana, classica, non come semplice passione personale, ma come linguaggio spirituale. Compose l’inno al Santissimo Crocifisso e altre musiche liturgiche, lasciando alla comunità un patrimonio che unisce fede e bellezza. E seppe valorizzare anche lo sport come strumento educativo, di appartenenza e di avvicinamento alla parrocchia, specialmente per i più giovani.

Nel giugno 2022, per la salute ormai indebolita, si ritirò a vita privata. E ieri il Signore lo ha chiamato a sé.

Affidando don Beniamino alla misericordia del Padre e alla speranza della Risurrezione, chiediamo per noi il dono di custodire ciò che di evangelico ci lascia e di continuare il cammino con lo stesso amore per Cristo e per il suo popolo.