SUSSIDIO PER LA PREGHIERA PERSONALE  O FAMILIARE IN QUESTO TEMPO DI PROVA

16 aprile 2020 

(A cura di don Antonio Savone, Direttore Segreteria Pastorale Arcidiocesi di Potenza-Muro L.-Marsico N.)

Se Dio è per noi, chi sarà contro di noi?
Chi ci separerà dunque dall'amore di Cristo? 
Forse la tribolazione, l'angoscia, la persecuzione, la fame, la nudità, il pericolo, la spada?
In tutte queste cose noi siamo più che vincitori per virtù di colui che ci ha amati (Rm 8.31.35.37).

Introduzione
Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo. Amen.
Questo è il giorno che ha fatto il Signore. Alleluia!
Questo è il giorno che ha fatto il Signore. Alleluia!
Rallegriamoci ed esultiamo: Alleluia!
Rallegriamoci ed esultiamo: Alleluia!
Oggi siamo in festa, perché il Signore è risorto: rallegriamoci ed esultiamo: Alleluia!
Rallegriamoci ed esultiamo: Alleluia!
Oggi la morte e la vita si sono affrontate in un prodigioso duello: Il Signore della vita era morto, ma ora, vivo, trionfa! Rallegriamoci ed esultiamo: Alleluia!
Rallegriamoci ed esultiamo: Alleluia!
Oggi la pietra scartata dai costruttori è divenuta la pietra d’angolo: questo è stato fatto dal Signore ed è una meraviglia ai nostri occhi. Rallegriamoci ed esultiamo: Alleluia!
Rallegriamoci ed esultiamo: Alleluia!

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Sal 8
O Signore, Signore nostro,
quanto è mirabile il tuo nome su tutta la terra!
Che cosa è mai l’uomo perché di lui ti ricordi,
il figlio dell’uomo, perché te ne curi?
Davvero l’hai fatto poco meno di un dio,
di gloria e di onore lo hai coronato.
Gli hai dato potere sulle opere delle tue mani,
tutto hai posto sotto i suoi piedi.
Tutte le greggi e gli armenti,
e anche le bestie della campagna,
gli uccelli del cielo e i pesci del mare,
ogni essere che percorre le vie dei mari.

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Dal Vangelo secondo Luca  (24,35-48)
In quel tempo, [i due discepoli che erano ritornati da Èmmaus] narravano ciò che era accaduto lungo la via e come l’avevano riconosciuto nello spezzare il pane.
Mentre essi parlavano di queste cose, Gesù in persona stette in mezzo a loro e disse: «Pace a voi!». Sconvolti e pieni di paura, credevano di vedere un fantasma. Ma egli disse loro: «Perché siete turbati, e perché sorgono dubbi nel vostro cuore? Guardate le mie mani e i miei piedi: sono proprio io! Toccatemi e guardate; un fantasma non ha carne e ossa, come vedete che io ho». Dicendo questo, mostrò loro le mani e i piedi.
Ma poiché per la gioia non credevano ancora ed erano pieni di stupore, disse: «Avete qui qualche cosa da mangiare?». Gli offrirono una porzione di pesce arrostito; egli lo prese e lo mangiò davanti a loro.
Poi disse: «Sono queste le parole che io vi dissi quando ero ancora con voi: bisogna che si compiano tutte le cose scritte su di me nella Legge di Mosè, nei Profeti e nei Salmi». Allora aprì loro la mente per comprendere le Scritture e disse loro: «Così sta scritto: il Cristo patirà e risorgerà dai morti il terzo giorno, e nel suo nome saranno predicati a tutti i popoli la conversione e il perdono dei peccati, cominciando da Gerusalemme. Di questo voi siete testimoni».

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La sorpresa della gradualità
Un brano, quello di oggi, che ci restituisce la sorpresa della gradualità. È lento il cammino della fede! Fa fatica a depositarsi nel cuore dei discepoli la certezza della risurrezione di Gesù.
Hanno appena finito di annunciare che Gesù è apparso a Simone, poi arrivano altri due che dicono di averlo riconosciuto nella locanda a Emmaus, ora appare in mezzo a loro e qual è la loro reazione? Stupiti e spaventati, credevano di vedere un fantasma.
Un Gesù che non si spazientisce perché conosce la gradualità degli itinerari della fede e del cuore dell’uomo. Sa bene che dall’impazienza religiosa non possono che nascere convinzioni fragili, mentre è solo attraverso il lento percorso necessario a ciascuno, che può scaturire la consapevolezza umile e gioiosa della sua risurrezione.
E questo approdare graduale alla fede conosce, in questa pagina, tre itinerari:
il primo è nell’invito: toccatemi e guardate. Due verbi che noi abbiamo cancellato dall’esperienza religiosa ricondotta il più delle volte al territorio delle nozioni e perciò con un approccio di tipo razionalistico (basterebbe pensare soltanto ai nostri itinerari di iniziazione di cristiana: a quali dei nostri ragazzi abbiamo proposto: venite e vedete?). Percorsi in cui entra la testa ma difficilmente entrano il cuore, le mani, gli occhi. La fede nel risorto fa vibrare anzitutto i tuoi sensi. Quali segni siamo in grado ancora di porre come comunità cristiana perché si tocchi e si guardi il Risorto?
Il secondo itinerario è nelle parole: avete qui qualcosa da mangiare? E mangiò davanti a loro. Il banchetto come segno di amicizia. Il fatto che Gesù mangi non è solo una prova fisiologica come a dire: vedete che io mangio! La provocazione è anche un’altra: io sto in mezzo a voi nel segno della confidenza, della donazione, dell’amicizia. La nostra confidenza, la nostra donazione, la nostra amicizia segni che Gesù è vivo, esperienze attraverso le quali Dio si dà a conoscere all’uomo.
L’ultimo itinerario: aprì loro la mente alla comprensione delle Scritture. San Girolamo dirà che l’ignoranza delle Scritture è ignoranza di Cristo. La Parola il luogo che continuamente rinnova la memoria della comunità cristiana perché possa riconoscere negli umili segni di cui è ricolma la sua vita, la presenza del Risorto. Senza di essa, però, quei segni restano indecifrabili.
(don Antonio Savone)

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Invocazioni
Signore risorto, che ci apri la mente per capire tutto ciò che si riferisce a te nelle Scritture
Mandaci il tuo Spirito!
Signore risorto, che ti sei rivelato ai discepoli nello spezzare il pane, e ti riveli a noi nell’Eucaristia
Mandaci il tuo Spirito!
Signore risorto, che ci chiami a vivere di nuovo il tuo mistero pasquale ogni volta che celebriamo l’Eucaristia
Mandaci il tuo Spirito!
Signore risorto, in cui veniamo trasformati per poter condividere la vita e la gloria del cielo
Mandaci il tuo Spirito!
Signore risorto, noi sperimentiamo in te e con te la vittoria sulla morte che ci da la paura e l’ansietà della nostra crescita
Mandaci il tuo Spirito!
Signore risorto, la cui vittoria sulla morte incoraggia quelli che soffrono per la giustizia
Mandaci il tuo Spirito!
Signore risorto, in cui troviamo i mezzi più sicuri per raggiungere la risurrezione della società
Mandaci il tuo Spirito!
Signore risorto, in cui siamo ormai risorti per non vivere più per noi stessi ma per Dio

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Preghiera nel tempo della prova
Signore, Padre Santo,
tu che nulla disprezzi di quanto hai creato
e desideri che ogni uomo abbia la pienezza della vita,
guarda alla nostra fragilità che ci inclina a cedere.
Fa’ che il nostro cuore regga in quest’ora di prova.
Perdona la nostra incapacità a far memoria di quanto hai operato per noi.
Allontana da noi ogni male.
Se tu sei con noi chi potrà essere contro di noi?
In ogni avversità noi siamo più che vincitori in virtù di colui che ci ha amati.
Facci comprendere che la bellezza che salva il mondo è l’amore che condivide il dolore.
Benedici gli sforzi di quanti si adoperano per la nostra incolumità:
illumina i ricercatori, dà forza a quanti si prendono cura dei malati,
concedi a tutti la gioia e la responsabilità di sentirsi gli uni custodi degli altri.
Dona la tua pace a chi hai chiamato a te,
allevia la pena di chi piange per la morte dei propri cari.
Fa’ che anche noi, come il tuo Figlio Gesù,
passiamo in mezzo ai fratelli sanando le ferite e promuovendo il bene.
Intercedano per noi Maria nostra Madre
e tutti i Santi i quali non hanno mai smarrito la certezza
che tutto concorre al bene per coloro che amano Dio.
Amen.

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Regina Coeli
Regina dei cieli, rallegrati, alleluia.
Cristo, che hai portato nel grembo, alleluia,
è risorto, come aveva promesso, alleluia.
Prega il Signore per noi, alleluia.
Il Signore ci benedica, ci preservi da ogni male e ci conduca alla vita eterna.
Amen.