SUSSIDIO PER LA PREGHIERA PERSONALE  O FAMILIARE IN QUESTO TEMPO DI PROVA

15 aprile 2020 

(A cura di don Antonio Savone, Direttore Segreteria Pastorale Arcidiocesi di Potenza-Muro L.-Marsico N.)

Se Dio è per noi, chi sarà contro di noi?
Chi ci separerà dunque dall'amore di Cristo? 
Forse la tribolazione, l'angoscia, la persecuzione, la fame, la nudità, il pericolo, la spada?
In tutte queste cose noi siamo più che vincitori per virtù di colui che ci ha amati (Rm 8.31.35.37).

Introduzione
Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo. Amen.
Questo è il giorno che ha fatto il Signore. Alleluia!
Questo è il giorno che ha fatto il Signore. Alleluia!
Rallegriamoci ed esultiamo: Alleluia!
Rallegriamoci ed esultiamo: Alleluia!
Oggi siamo in festa, perché il Signore è risorto: rallegriamoci ed esultiamo: Alleluia!
Rallegriamoci ed esultiamo: Alleluia!
Oggi la morte e la vita si sono affrontate in un prodigioso duello: Il Signore della vita era morto, ma ora, vivo, trionfa! Rallegriamoci ed esultiamo: Alleluia!
Rallegriamoci ed esultiamo: Alleluia!
Oggi la pietra scartata dai costruttori è divenuta la pietra d’angolo: questo è stato fatto dal Signore ed è una meraviglia ai nostri occhi. Rallegriamoci ed esultiamo: Alleluia!
Rallegriamoci ed esultiamo: Alleluia!

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Sal 104
Rendete grazie al Signore e invocate il suo nome,
proclamate fra i popoli le sue opere.
A lui cantate, a lui inneggiate,
meditate tutte le sue meraviglie.
Gloriatevi del suo santo nome:
gioisca il cuore di chi cerca il Signore.
Cercate il Signore e la sua potenza,
ricercate sempre il suo volto.
Voi, stirpe di Abramo, suo servo,
figli di Giacobbe, suo eletto.
È lui il Signore, nostro Dio;
su tutta la terra i suoi giudizi.
Si è sempre ricordato della sua alleanza,
parola data per mille generazioni,
dell’alleanza stabilita con Abramo
e del suo giuramento a Isacco.

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Dal Vangelo secondo Luca  (24,13-35)
Ed ecco, in quello stesso giorno, [il primo della settimana,] due [dei discepoli] erano in cammino per un villaggio di nome Èmmaus, distante circa undici chilometri da Gerusalemme, e conversavano tra loro di tutto quello che era accaduto.
Mentre conversavano e discutevano insieme, Gesù in persona si avvicinò e camminava con loro. Ma i loro occhi erano impediti a riconoscerlo. Ed egli disse loro: «Che cosa sono questi discorsi che state facendo tra voi lungo il cammino?». Si fermarono, col volto triste; uno di loro, di nome Clèopa, gli rispose: «Solo tu sei forestiero a Gerusalemme! Non sai ciò che vi è accaduto in questi giorni?». Domandò loro: «Che cosa?». Gli risposero: «Ciò che riguarda Gesù, il Nazareno, che fu profeta potente in opere e in parole, davanti a Dio e a tutto il popolo; come i capi dei sacerdoti e le nostre autorità lo hanno consegnato per farlo condannare a morte e lo hanno crocifisso. Noi speravamo che egli fosse colui che avrebbe liberato Israele; con tutto ciò, sono passati tre giorni da quando queste cose sono accadute. Ma alcune donne, delle nostre, ci hanno sconvolti; si sono recate al mattino alla tomba e, non avendo trovato il suo corpo, sono venute a dirci di aver avuto anche una visione di angeli, i quali affermano che egli è vivo. Alcuni dei nostri sono andati alla tomba e hanno trovato come avevano detto le donne, ma lui non l’hanno visto».
Disse loro: «Stolti e lenti di cuore a credere in tutto ciò che hanno detto i profeti! Non bisognava che il Cristo patisse queste sofferenze per entrare nella sua gloria?». E, cominciando da Mosè e da tutti i profeti, spiegò loro in tutte le Scritture ciò che si riferiva a lui.
Quando furono vicini al villaggio dove erano diretti, egli fece come se dovesse andare più lontano. Ma essi insistettero: «Resta con noi, perché si fa sera e il giorno è ormai al tramonto». Egli entrò per rimanere con loro. Quando fu a tavola con loro, prese il pane, recitò la benedizione, lo spezzò e lo diede loro. Allora si aprirono loro gli occhi e lo riconobbero. Ma egli sparì dalla loro vista. Ed essi dissero l’un l’altro: «Non ardeva forse in noi il nostro cuore mentre egli conversava con noi lungo la via, quando ci spiegava le Scritture?». Partirono senza indugio e fecero ritorno a Gerusalemme, dove trovarono riuniti gli Undici e gli altri che erano con loro, i quali dicevano: «Davvero il Signore è risorto ed è apparso a Simone!». Ed essi narravano ciò che era accaduto lungo la via e come l’avevano riconosciuto nello spezzare il pane.
In quel tempo, Maria stava all’esterno, vicino al sepolcro, e piangeva. Mentre piangeva, si chinò verso il sepolcro e vide due angeli in bianche vesti, seduti l’uno dalla parte del capo e l’altro dei piedi, dove era stato posto il corpo di Gesù. Ed essi le dissero: «Donna, perché piangi?». Rispose loro: «Hanno portato via il mio Signore e non so dove l’hanno posto».
Detto questo, si voltò indietro e vide Gesù, in piedi; ma non sapeva che fosse Gesù. Le disse Gesù: «Donna, perché piangi? Chi cerchi?». Ella, pensando che fosse il custode del giardino, gli disse: «Signore, se l’hai portato via tu, dimmi dove l’hai posto e io andrò a prenderlo». Gesù le disse: «Maria!». Ella si voltò e gli disse in ebraico: «Rabbunì!» – che significa: «Maestro!». Gesù le disse: «Non mi trattenere, perché non sono ancora salito al Padre; ma va’ dai miei fratelli e di’ loro: “Salgo al Padre mio e Padre vostro, Dio mio e Dio vostro”».
Maria di Màgdala andò subito ad annunciare ai discepoli: «Ho visto il Signore!» e ciò che le aveva detto.

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11 Km e un Dio compagno di fuga
11 km. È la cifra delle mie fughe. La strada, forse, più battuta nella mia vita. La conosco a menadito quella strada tanto l’ho percorsa, a tratti anche più volte al giorno: da Gerusalemme a Emmaus. Solo andata. Senza alcun ritorno. Anzi. Da Emmaus, casa della fuga verso un’altra casa della fuga, e poi ancora un’altra, e un’altra ancora. Inarrestabili le mie fughe.
11 km non sono tantissimi ma quando il cuore si ritrova a misurare vuoti e nessuna luce, neanche quella del giorno, viene a lenire il tuo cammino, diventano interminabili, pesanti. Ma quando si arriva? Non si arriva mai al fondo? C’è poi un fondo, se è vero come è vero che a volte, proprio mentre ti sembra di tirare un respiro di sollievo, eccoti di nuovo per strada? Quando il trauma che ti porti dentro è quello di un sogno infranto, rapito, la delusione e l’insistenza dei ricordi non possono fare altro che tenerti imprigionato, immobile. E gli 11 km (poco più di due ore di cammino) sembrano anni. E parli, come in un monologo, di quello che è stato, di quello che poteva essere, di quello che doveva essere. Per questo gli 11 km dei due di Emmaus “attraversano così fortemente la mappa delle nostre inquietudini”.
Tutto è finito. I progetti, le speranze, i sogni tessuti pazientemente in anni di sequela sfumati nel giro di poche ore nelle quali è capitato di tutto. A quel Gesù e anche a noi. Tutte le cose che abbiamo costruito, per le quali ci siamo spesi, per le quali abbiamo sudato, lottato e pianto, per le quali abbiamo anche rischiato, ci siamo esposti, sono definitivamente sigillate e oscurate dietro quella grande pietra rotolata contro l’entrata di quel sepolcro nuovo, scavato nella roccia. Non ce lo saremmo mai aspettato. Da non credere, appunto. Meglio lasciar perdere: ognuno per la sua strada.
Per fortuna, o meglio, “per grazia”, il vangelo, quello di Gesù, ispirato dal suo Spirito, annovera anche quegli 11 km, come annovera le resistenze di Tommaso, il pianto di Maria, il grido dell’abbandono di Gesù. E mi sento sollevato. Già. Perché quegli 11 interminabili km sono gli stessi che il mio Dio percorre. E non in direzione opposta. Li compie in quella della fuga, anche lui. Non è lui a dettare il passo o la direzione. Un Dio mescolato alla mia ricerca a tentoni, brancolante dal momento che gli occhi sono impediti. Ecco il vangelo, la lieta notizia per me. C’è qualcuno che mentre tu prendi la via di fuga non ti dice: “arrangiati” o “ti rendi conto di dove stai andando?” ma “Gesù in persona si accostò e camminava con loro”. 11 km e un Dio compagno di fuga. Sulla mia stessa strada. E non pretende nessun discorso totalizzante, si accontenta che si parli ancora di lui, anche a rovescio. I discorsi della strada non gli impediscono una condivisione del cammino.
Non uno scontro frontale ma il camminare accanto sentendo le ragioni dell’altro, dischiude una diversa lettura della storia. Sapendo che nessuno è così presuntuoso o aggressivo, siamo solo tutti delusi e spaesati anche quando ostentiamo sicurezza. A salvarci è l’ascolto di domande e la condivisione di un tratto di strada, foss’anche quella della fuga.
E accetta di essere uno sconosciuto non riconosciuto. Dio viene nella nostra vita mai attraverso il già noto, ma sempre attraverso lo “straniero”, ciò o colui che non è a noi omologabile. Quando, infatti, lo si riconosce lui sparisce dalla vista. E così la storia delle apparizioni è in realtà una storia di scomparse. Non esibisce nessun segno di evidenza, nessuna ostentazione se non il mettersi al loro passo e il tenere viva la domanda. E chi se lo sarebbe mai aspettato!
Persino una via di fuga l’opportunità per l’incontro con il Dio vivente!
La via di fuga diventa il luogo del vangelo di un Dio che stabilisce connessioni, rimette in contatto con una vicenda da cui si vorrebbe prendere le distanze. Il problema, infatti, è fermarsi a una lettura superficiale, fenomenica, incapaci di leggere dentro, di leggere oltre, incapaci di lasciarsi illuminare dalla Parola di Dio. E così prima di aprire i loro occhi Gesù apre la loro mente spiegando quegli eventi alla luce delle Scritture: la propria storia va letta alla luce della vicenda storica di Gesù. Anche l’esperienza del fallimento o del limite vanno lette sotto un’altra luce.
E tuttavia – davvero interessante – i due non credono alla risurrezione perché finalmente Gesù ha spiegato loro come stavano realmente le cose, ma per una ospitalità condivisa. Egli si svela nella misura ordinaria della cena. È il gesto del pane condiviso l’unico criterio di riconoscibilità del discepolo del Signore. Hanno riconosciuto il gesto dello spezzare il pane, cifra inconfondibile di come Dio sta nella vita dell’uomo: spezzando e offrendo se stesso. Quanto basta per rimettersi in strada, la stessa della fuga ripresa dal fondo, affrontando anche la notte. Nient’altro occorre. Ma a me basta?
(don Antonio Savone)

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Invocazioni
Signore risorto, che nel tuo amore per i pentiti sei apparso per primo a Maria Maddalena
Risuscita noi alla vita nuova!
Signore risorto, che nel tuo amore per tutti hai inviato gli apostoli a predicare il Vangelo in tutto il mondo
Risuscita noi alla vita nuova!
Signore risorto, in cui noi diventiamo veri figli di Dio e eredi del cielo
Risuscita noi alla vita nuova!
Signore risorto, presente e attivo in mezzo a noi mediante la Chiesa che è il tuo corpo
Risuscita noi alla vita nuova!
Signore risorto, che ci chiami nella tua risurrezione a risorgere dalla morte del peccato
Risuscita noi alla vita nuova!
Signore risorto, in cui siamo entrati nella libertà dei figli di Dio
Risuscita noi alla vita nuova!
Signore risorto, in cui diventiamo abitazione di Dio per mezzo dello Spirito
Risuscita noi alla vita nuova!
Signore risorto, in cui siamo membra gli uni degli altri in un solo corpo
Risuscita noi alla vita nuova!

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Preghiera nel tempo della prova
Signore, Padre Santo,
tu che nulla disprezzi di quanto hai creato
e desideri che ogni uomo abbia la pienezza della vita,
guarda alla nostra fragilità che ci inclina a cedere.
Fa’ che il nostro cuore regga in quest’ora di prova.
Perdona la nostra incapacità a far memoria di quanto hai operato per noi.
Allontana da noi ogni male.
Se tu sei con noi chi potrà essere contro di noi?
In ogni avversità noi siamo più che vincitori in virtù di colui che ci ha amati.
Facci comprendere che la bellezza che salva il mondo è l’amore che condivide il dolore.
Benedici gli sforzi di quanti si adoperano per la nostra incolumità:
illumina i ricercatori, dà forza a quanti si prendono cura dei malati,
concedi a tutti la gioia e la responsabilità di sentirsi gli uni custodi degli altri.
Dona la tua pace a chi hai chiamato a te,
allevia la pena di chi piange per la morte dei propri cari.
Fa’ che anche noi, come il tuo Figlio Gesù,
passiamo in mezzo ai fratelli sanando le ferite e promuovendo il bene.
Intercedano per noi Maria nostra Madre
e tutti i Santi i quali non hanno mai smarrito la certezza
che tutto concorre al bene per coloro che amano Dio.
Amen.

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Regina Coeli
Regina dei cieli, rallegrati, alleluia.
Cristo, che hai portato nel grembo, alleluia,
è risorto, come aveva promesso, alleluia.
Prega il Signore per noi, alleluia.
Il Signore ci benedica, ci preservi da ogni male e ci conduca alla vita eterna.
Amen.