La sera del 3 dicembre scorso, presso il Policlinico di Bari, il Signore ha chiamato a sé il compianto don Antonio Meliante, ponendo fine a 100 giorni di sofferenza che non hanno mai intaccato la speranza di riaverlo in mezzo a noi. Don Antonio era nato a Tito il 21 giugno 1974 da mamma Carmela …
La sera del 3 dicembre scorso, presso il Policlinico di Bari, il Signore ha chiamato a sé il compianto don Antonio Meliante, ponendo fine a 100 giorni di sofferenza che non hanno mai intaccato la speranza di riaverlo in mezzo a noi.
Don Antonio era nato a Tito il 21 giugno 1974 da mamma Carmela e papà Vincenzo. Dopo aver frequentato il Seminario Minore di Potenza, proseguì i suoi studi di teologia presso il Seminario Maggiore di Basilicata e fu ordinato sacerdote il 3 giugno 2000.
Ha svolto tutto il suo ministero pastorale come Parroco di Arioso e Vice parroco di Pignola (prestando servizio presso il Santuario) caratterizzandosi in modo particolare per l’attenzione ai ragazzi e ai giovani che hanno riconosciuto in lui un punto di riferimento affidabile per lo zelo che metteva in ogni cosa spaziando dall’animazione dei momenti aggregativi alla proposta di una vita liturgica assidua senza soluzione di continuità.
Il suo cuore, quello che gli ha permesso di reggere così a lungo nei giorni della prova, è stato un cuore dilatato e sempre pronto ad accogliere quanti, a vario titolo, lo interpellassero. Ostinato nel perseguire i suoi obiettivi. Instancabile la sua carità verso tutti, senza mai risparmiarsi, anche il giorno del terribile incidente.
È per la sua determinazione che ha visto la nascita il Centro polifunzionale San Carlo Acutis: aveva intuito che l’allora Beato potesse essere modello a cui guardare da parte dei ragazzi che frequentano la parrocchia. Voleva che quel centro fosse un segno di speranza per il futuro dei giovani perché non si arrendano di fronte a nessuna difficoltà.
Don Antonio ha concluso il suo pellegrinaggio terreno nel giorno in cui la Chiesa celebra san Francesco Saverio, apostolo della missione del quale si dice che svolgeva il suo ministero “con la bocca piena di sorriso”, quello che non ha mai abbandonato il carissimo don Antonio in ogni circostanza, come tutti possiamo attestare.
Per rileggere la sua figura, possiamo a buon diritto mettere sulle sue labbra le stesse parole di san Francesco Saverio: “Non per la paura dell’inferno, né per la speranza del Paradiso, ma per come mi hai amato, io ti amo”. E don Antonio, pur con i limiti propri di ogni uomo e di ogni prete, ha amato e fatto amare il Signore e la Madre sua, Maria Ss. degli Angeli.
A lode di Cristo. Amen.








