Appartiene a tutti il bisogno di lasciare traccia del nostro passaggio sulla terra; ci attraversa non poche volte il pensiero di far sì che la nostra memoria non vada perduta e il nostro nome sia ricordato. E in genere si va alla ricerca di qualcosa di tangibile, evidente, immediatamente riconoscibile: qualcosa che porti la nostra …

pane1Appartiene a tutti il bisogno di lasciare traccia del nostro passaggio sulla terra; ci attraversa non poche volte il pensiero di far sì che la nostra memoria non vada perduta e il nostro nome sia ricordato. E in genere si va alla ricerca di qualcosa di tangibile, evidente, immediatamente riconoscibile: qualcosa che porti la nostra impronta. Il Signore non trovò di meglio che perpetuare la sua memoria mediante un pezzo di pane: non soltanto un semplice pezzo di pane ma un pezzo di pane spezzato.

Quello il segno per riconoscere tutte le volte in cui egli si sarebbe reso ancora presente: i discepoli di Emmaus, che pure avevano fatto con lui un buon tratto di strada, lo riconosceranno soltanto allo spezzare del pane.

Quello il segno per riconoscere chi davvero appartiene ai suoi: nel gesto di una vita spesa, offerta, consegnata.

Cosa c’era dietro quel gesto? La disponibilità a farsi carico del bisogno altrui. Faticano gli apostoli a sintonizzarsi su questo registro. Tant’è che si barcamenano tra buonsenso e disponibilità a coinvolgersi.

Le folle seguivano Gesù perché riscontravano in lui un’accoglienza favorevole: l’annuncio del regno di Dio, infatti, e la guarigione degli infermi era lì a testimoniare la sua immediata disponibilità verso chi si era posto sulle sue tracce. Ma l’avanzare dell’ora non fa che gettare nell’ansia chi è abituato a stare nella vita solo facendo leva sul calcolo delle risorse umane. Accadeva quel pomeriggio, accade in tutte le nostre giornate: ci sembra di non essere in grado di fronteggiare l’emergenza, di provvedere a un bisogno reale perché fatichiamo a credere che disponiamo del necessario e perciò, mentre diventiamo esperti nell’aggiungere, nel togliere, nel moltiplicare, difettiamo terribilmente nel condividere. Quando tutto sembra irrimediabilmente compromesso, c’è ancora qualcosa da fare: non retribuendo o rivendicando, ma imparando a stare nelle situazioni con l’atteggiamento di chi offre ancor prima di ricevere una richiesta. Ecco ciò che fa la differenza.

Di fronte ad una umanità incapace di riconoscere l’offerta d’amore fatta da Dio, questi non si ritira risentito ma perpetua il gesto del dono arrivando a spezzare se stesso.

Come restare umani?

Accogliendo l’invito che Gesù rivolge al termine di quella lunga giornata: “Voi stessi date loro da mangiare”.

Quando manca il pane dell’amicizia, tu stesso da’ da mangiare la tua compagnia non ritirando la tua fedeltà.

Quando manca il pane del perdono, tu stesso da’ da mangiare ponendo gesti che lascino intravedere una comunione possibile.

Quando manca il pane della giustizia, tu stesso da’ da mangiare non trovando in questo il pretesto per iniziare a delinquere.

Quando manca il pane della solidarietà, tu stesso da’ da mangiare condividendo ciò di cui disponi.

Quando manca il pane dell’amore, tu stesso da’ da mangiare non ripagando con la stessa moneta.

Quando manca il pane del legame, tu stesso da’ da mangiare non spezzando la tua appartenenza.

Quando manca il pane della vicinanza, tu stesso da’ da mangiare offrendo ancora la tua presenza.

Quando manca il pane della fiducia, tu stesso da’ da mangiare il pane che crede l’impossibile e spera l’insperabile.

Quando manca il pane della gioia, tu stesso da’ da mangiare il pane che può rallegrare chi è affaticato.

Quando manca il pane della speranza, abbi un occhio attento e un cuore misericordioso.

Le risorse si moltiplicano solo quando si accetta di mettere sul piatto della condivisione il poco di cui si dispone smettendo di lamentarsi col dire che si tratta di un nulla. Il miracolo, infatti, non accade per chissà quale gioco di prestigio operato dal Figlio di Dio ma grazie alla disponibilità di ognuno di farsi carico della fame di un altro. Quando questo accade l’ Dio stesso è all’opera.