‘Vino nuovo in otri nuovi…’
In guardia dal ritenere che la presenza di Cristo nella nostra vita sia una sorta di aggiustamento o un accomodamento come potrebbe accadere quando, volendo salvare un vestito vecchio, lo si rattoppa alla bell’e meglio. Accogliere il Signore Gesù è, invece, riconoscere che il vestito vecchio non ha più ragion d’essere e perciò è necessario indossarne uno completamente nuovo. La sua presenza conferisce all’esistere un nuovo senso e un nuovo corso. Forse, preferiremmo volentieri una sorta di rammendo che ci consenta di tirare avanti così come siamo. Volentieri acconsentiremmo a pratiche di conservazione o di perpetuazione di quello che siamo. Tuttavia, stando alle parole di Gesù, accogliere lui significa rifondare se stessi completamente. Nulla è più come prima, se è vero che la sua persona è un vero e proprio invito a nozze. Si può forse celebrare uno sposalizio quando gli invitati continuano a cantare lamenti? Il problema di fondo risiede nella capacità di discernere se teniamo più a noi stessi o alla presenza dell’altro nella nostra vita. Degli invitati a nozze che continuassero a digiunare manifesterebbero di essere incapaci di onorare ciò che si sta celebrando. Accogliere Cristo si declina come un abbandonare la casa delle nostre abitudini e il bottino delle nostre conquiste.
Lo riconosciamo: abbiamo inteso il nostro cristianesimo più come una pratica virtuosa che una relazione con una persona che si nutre di innamoramento continuo, il cui segno è la gioia di appartenere a quella presenza. Sui nostri volti traspare più l’amarezza per ciò che abbiamo lasciato che lo stupore per ciò che abbiamo trovato.

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Dal Vangelo secondo Matteo 9,14-17
In quel tempo, si avvicinarono a Gesù i discepoli di Giovanni e gli dissero: «Perché noi e i farisei digiuniamo molte volte, mentre i tuoi discepoli non digiunano?».
E Gesù disse loro: «Possono forse gli invitati a nozze essere in lutto finché lo sposo è con loro? Ma verranno giorni quando lo sposo sarà loro tolto, e allora digiuneranno.
Nessuno mette un pezzo di stoffa grezza su un vestito vecchio, perché il rattoppo porta via qualcosa dal vestito e lo strappo diventa peggiore. Né si versa vino nuovo in otri vecchi, altrimenti si spaccano gli otri e il vino si spande e gli otri vanno perduti. Ma si versa vino nuovo in otri nuovi, e così l’uno e gli altri si conservano».