Chiamò a sé i suoi discepoli e ne scelse dodici’…
A lungo abbiamo accostato pagine come questa come pagine che danno inizio soltanto ad una comunità gerarchica di discepoli, come se tutto si riducesse all’istituzione di un gruppo ben preciso, circoscritto…
Era davvero solo questo ciò che l’evangelista voleva raccontare? Non si tratta piuttosto del racconto di una passione condivisa?
Essa è il racconto di cosa è accaduto quel giorno quando hanno incontrato un uomo che li aveva affascinati perché aveva loro comunicato la magia di un progetto di vita, li aveva resi partecipi di una sfida osata e perciò aveva sovvertito il ritmo scialbo di un quotidiano ripetitivo. Chi di noi non ha mai subito il fascino di una persona che ha provato a stare di fronte alla vita con un atteggiamento non comune, qualcuno che ci ha trasmesso proprio la forza della vita e, magari anche solo per un attimo, ci ha fatto intravedere possibilità a noi sconosciute? Io tra quelli, se penso al fascino esercitato su di me ancora bambino (avevo appena 6 anni) dal “mio” don Vito (il mio parroco), uomo dalla porta del cuore aperta a chicchessia. Quel giorno – attestano gli evangelisti – è accaduto qualcosa di simile.
Quel giorno, infatti, è accaduta la condivisione di un sogno non l’organizzazione di un gruppo. Quel giorno sono nati legami, sono state condivise sensibilità e passioni attorno a un sogno che li accomunava.
Quel giorno segnava non la fine di un percorso ma la volontà di mettersi in gioco comprendendo qualcosa di nuovo su di sé, proprio mentre si rendevano disponibili a comprendere in maniera diversa qualcosa del loro Dio. Quel giorno furono chiamati a rivedere la loro teologia e pertanto il modo di intendere la vita, il lavoro, le relazioni.
Quel giorno, infatti, grazie allo sguardo di Gesù tutto particolare, unico, impararono anzitutto a riconoscere la vita, l’autorevolezza che essa possiede. Dio le conferiva diritto di parola…
Furono lo sguardo e il sogno che Gesù condivise, ad esercitare un fascino su quegli uomini rudi, non già delle dichiarazioni.

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Dal Vangelo secondo Luca (6,12-19)

In quei giorni, Gesù se ne andò sul monte a pregare e passò tutta la notte pregando Dio. Quando fu giorno, chiamò a sé i suoi discepoli e ne scelse dodici, ai quali diede anche il nome di apostoli: Simone, al quale diede anche il nome di Pietro; Andrea, suo fratello; Giacomo, Giovanni, Filippo, Bartolomeo, Matteo, Tommaso; Giacomo, figlio di Alfeo; Simone, detto Zelota; Giuda, figlio di Giacomo; e Giuda Iscariota, che divenne il traditore.
Disceso con loro, si fermò in un luogo pianeggiante. C’era gran folla di suoi discepoli e gran moltitudine di gente da tutta la Giudea, da Gerusalemme e dal litorale di Tiro e di Sidòne, che erano venuti per ascoltarlo ed essere guariti dalle loro malattie; anche quelli che erano tormentati da spiriti impuri venivano guariti. Tutta la folla cercava di toccarlo, perché da lui usciva una forza che guariva tutti.

Un pensiero su “Una passione condivisa – Martedì XXIII del T.O.

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