Domando a voi…
Da due millenni circa risuona questa parola di Gesù, una parola che risulta come richiesta perché ogni generazione di credenti riconosca il tempo della salvezza. Nessuno, infatti, si salva da solo, e quando Dio ne offre la possibilità, quel tempo va riconosciuto e va accolto, sabato o non sabato. Non c’è un tempo ad hoc, ripete Gesù: ogni momento, infatti, è momento favorevole per essere liberati dal male e per praticare fraternità e condivisione. Riconoscere questo significa aver compreso cosa più sta a cuore a Dio: può accadere, infatti, di farsi garanti dei diritti di Dio e non essere in sintonia con il suo cuore, tentazione tipica delle persone religiose. Compito di ogni uomo non è farsi strenuo difensore dei diritti di Dio ma permettere che ogni fratello possa attingere a piene mani alla mensa della vita senza necessariamente dover dipendere da me: in questo – solo in questo – Dio è riconosciuto e i suoi diritti sono onorati. Si può andare in collera (come nel caso dei farisei) anche a fin di bene e non essere più in grado di distinguere ciò che è bene. Ci si può trovare di fronte all’opera di Dio e non riconoscerla perché troppo ancorati a voler preservare un sistema che era solo garanzia per se stessi. Può accadere ancora che si sia a un palmo da Dio e si scelga di non lasciarsi sfiorare dalla sua presenza.
Allora come oggi, Gesù non cessa di ripetere ad ogni uomo: “Alzati e mettiti qui in mezzo”. E lo fa ad ogni costo, anche a costo di andarci di mezzo, vittima della collera di chi in nome di Dio finirà per mettere a morte il Figlio di Dio.
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Dal Vangelo secondo Luca
Lc 6,6-11
Un sabato Gesù entrò nella sinagoga e si mise a insegnare. C’era là un uomo che aveva la mano destra paralizzata. Gli scribi e i farisei lo osservavano per vedere se lo guariva in giorno di sabato, per trovare di che accusarlo.
Ma Gesù conosceva i loro pensieri e disse all’uomo che aveva la mano paralizzata: «Àlzati e mettiti qui in mezzo!». Si alzò e si mise in mezzo.
Poi Gesù disse loro: «Domando a voi: in giorno di sabato, è lecito fare del bene o fare del male, salvare una vita o sopprimerla?». E guardandoli tutti intorno, disse all’uomo: «Tendi la tua mano!». Egli lo fece e la sua mano fu guarita.
Ma essi, fuori di sé dalla collera, si misero a discutere tra loro su quello che avrebbero potuto fare a Gesù.

2 pensieri su “Il vero bene – Lunedì XXIII del T.O.

  1. Pingback: don Antonio Savone - Commento al Vangelo del 6 Settembre 2021 -

  2. Valeria Verrastro dice:

    “Alzati! Tendi la tua mano!”
    Il Signore chiede all’uomo malato, ciò che normalmente ad un uomo malato non riesce: stare in piedi, cioe’ non lasciarsi piegare dalla propria malattia; tendere la mano, cioè offrire a Gesù la parte malata del proprio corpo perché la tocchi e la guarisca.
    Spesso non osiamo chiedere e finiamo per rimanere piegati ai lati della strada, ai lati della vita. E il Signore passa invano accanto a noi, senza che nemmeno ce ne accorgiamo.
    E allora, con accresciuta consapevolezza, oggi voglio gridare forte: Signore, non passare, ti prego, senza fermarti e senza guarirmi! Ho bisogno del tuo aiuto!

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